Mendrisio ospiti la sede sottocenerina della Commercio

Fonte: https://www.laregione.ch/

A Mendrisio non manca che un ‘curriculum’ per completare la sua offerta didattica, quello commerciale. Ecco che l’idea che si è fatta strada, ormai un anno e mezzo fa, di ‘sdoppiare’ la Scuola cantonale di commercio di Bellinzona, aprendo una seconda sede nel Sottoceneri, ha catturato l’attenzione del Ppd locale. Per il gruppo sarebbe un’opportunità da non lasciarsi sfuggire. Memori della sapienza con cui il capoluogo si è conquistato uno spazio nel panorama universitario ticinese, i popolaridemocratici vedono già la città fra i possibili candidati. L’invito al Municipio è convinto: tenersi pronti e farsi avanti. Tant’è che, prima firmataria la consigliera comunale Monica Meroni, giusto ieri il Ppd-Generazione giovani ha depositato un’interrogazione.

Sia chiaro, sulla possibilità di creare un centro di formazione avanzato al di qua del Ceneri, al momento, non c’è nulla di concreto. A perorare la causa di un’‘appendice’ sottocenerina di quella che è la scuola media superiore più grande del cantone con i suoi circa 1’300 studenti e 150 docenti, è stato il granconsigliere dell’Mps Matteo Pronzini nel marzo del 2018 con una mozione. La proposta ha lasciato, però, perplesso il Consiglio di Stato, il quale nel settembre successivo ha chiesto di bocciare l’atto parlamentare. Il governo non crede, in effetti, che l’istituto sia vittima del suo successo – piace agli alunni e al mondo del lavoro – e l’ampliamento messo in cantiere risponde già alle esigenze della scuola. A questo punto non resta che attendere il parere della Gestione, preludio al voto finale del parlamento. Vista da Mendrisio (e dai banchi Ppd) non si può, comunque, trascurare che quasi la metà degli allievi proviene proprio dal Sottoceneri e che Mendrisio – che nell’autunno del 2020 vedrà spalancare le porte del campus Supsi – nostra le condizioni ideali per fare spazio pure alla Scuola cantonale di commercio. Non lo toglie dalla testa nessuno ai popolaridemocratici che la presenza di una seconda sede “potrebbe avere effetti positivi sia perché faciliterebbe l’accesso alla scuola da parte di studenti del Sottoceneri, sia perché sgraverebbe in modo significativo il traffico ferroviario, già molto congestionato visto che gli orari scolastici si sovrappongono agli orari lavorativi”.

Gli argomenti a favore dell’operazione, insomma, non mancano agli occhi dei firmatari dell’interrogazione. La coabitazione, ad esempio, con altri percorsi formativi e sedi scolastiche – a cominciare, appunto dall’Accademia di architettura e dalla Supsi – potrebbe creare “sinergie interessanti”. In più, si insiste, “la presenza di una stazione ferroviaria e di una rete di trasporto pubblico capillare faciliterebbe l’accesso alla scuola sia da parte di studenti del Mendrisiotto, sia di studenti del Luganese”. Non lo si dice in modo esplicito nell’interrogazione, ma il gruppo Ppd avrebbe anche un suggerimento sulla soluzione logistica: l’area accanto alla struttura che accoglierà il Dipartimento ambiente, costruzioni e design e a due passi dallo scalo ferroviario. Ovvero gli spazi di via Catenazzi oggi occupati dalla rimessa degli autopostali, destinati (nelle intenzioni dell’azienda, orizzonte 2021) a spostarsi in via Borromini, a ridosso della zona di Cercera a Rancate. Adesso, quindi, non rimane che capire cosa ne pensa l’esecutivo. Come valuta, chiede infatti il Ppd (compatto), la possibilità di una seconda sede della scuola di Bellinzona a Mendrisio? E “quali soluzioni potrebbero entrare in considerazione?”. Ma soprattutto: “Il Municipio intende attivarsi nei confronti dell’autorità cantonale per segnalare l’eventuale interesse di Mendrisio a ospitare una seconda sede della Scc?”.

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