AIM: una trasformazione giustificata!

A Mendrisio si cominciò a parlare di trasformazione in SA delle AIM già negli anni Novanta, quando ci furono i primi cambiamenti della forma giuridica di alcune aziende elettriche ticinesi, ma i tempi non erano abbastanza maturi. In seguito, dopo le varie fasi aggregative e il consolidamento di polo regionale della nostra Città, e dopo le prime concrete avvisaglie della liberalizzazione del mercato elettrico, il Comune aveva lanciato una nuova proposta e dopo due anni di lavoro, di incontri e discussioni, era stato elaborato il documento definitivo che lo scorso 7 novembre è stato votato in Consiglio comunale.

Il progetto, quindi, è partito da un’esigenza strategica ben precisa: quella di permettere alle AIM di potersi muovere efficacemente sul mercato dell’energia, sempre più dinamico, e di potersi confrontare con maggiore rapidità con i clienti a libero mercato e con le altre grandi aziende distributrici di energia. In sostanza, con l’obiettivo di garantire un futuro solido alle AIM!

Un tassello importante, naturalmente, è stato quello di garantire la tutela del dipendente: il Municipio, incontrandosi con le parti sociali, ha infatti deciso di vincolare il cambiamento giuridico delle AIM al contratto collettivo di lavoro. Una mossa non scontata, che però ci fa riflettere sul forte attaccamento del Comune alle sue aziende e ai suoi dipendenti. Un attaccamento che possiamo ben riscontrare anche sul un altro aspetto fondamentale che è quello della proprietà delle AIM, che rimane al 100% pubblica!

La situazione, quindi, è molto chiara. L’aspetto strategico, che tocca la futura attività quotidiana delle AIM, la gestione dei contratti e la mobilità nel mondo del mercato liberalizzato dell’energia, è centrale ed è la molla che ha fatto scattare tutto il meccanismo. Il controllo democratico verrà pure garantito, perché la futura azienda dovrà perseguire le linee direttive del Municipio e il Consigliere comunale potrà in qualsiasi momento richiedere tutte le informazioni che gli occorrono.

Non si rinuncia a cuor leggero a una forma giuridica che ci ha accompagnato per più di un secolo, ma non possiamo nemmeno fingere di non vedere che oggi questa forma è come un vestito stretto che impedisce la libertà di movimento di cui le AIM hanno bisogno. Non possiamo non vedere che oggi le AIM si muovono quasi nell’illegalità pur di non perdere terreno, e clienti, nei confronti di altre importanti aziende fornitrici di energia. Sì, perché le AIM non sono più da tempo una piccola azienda, ma una realtà solida che ambisce a confrontarsi con altre aziende partner su un mercato completamente diverso rispetto a quello di pochi decenni fa. E l’unica ricetta che abbiamo, oltre a quella di non fare niente, è quella di cambiare il vestito vecchio con uno nuovo più flessibile, comodo e adatto ai tempi.

Credo che sostenere la trasformazione giuridica delle AIM sia un atto politico lungimirante, perché credo che ciò che oggi può apparire solo come un’opportunità da cogliere, un domani potrà invece diventare una necessità di cui abbiamo bisogno!

Paolo Danielli, capogruppo PPD&GG

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