Sì a una grande piazza, no allo squarcio!

Nel dibattito mediatico che precede il voto sulla Piazza del Ponte possiamo riscontrare un po’ di tutto. Sia dalle posizioni favorevoli che da quelle contrarie ci sono intenti positivi, preoccupazioni motivate, ma anche qualche disinformazione creata ad arte! A creare dei dubbi fra i cittadini, infatti, chi ci guadagna? Perché non vedo altre motivazioni, se non quella di infondere incertezza, nell’affermare che con la pianificazione presentata dal Municipio e votata quasi all’unanimità dal Consiglio comunale si nasconda il desiderio di costruire un enorme palazzone (vedi le storpiature liberamente ispirate dalla torre Sergison) o addirittura mettere in pericolo degli edifici storici (come se casa Lavizzari fosse in pericolo).

Ma quando mai! Nessuno vuole un palazzone nero, la pianificazione semmai permette, nel suo limite massimo, l’edificazione di un edificio dall’alto contenuto pubblico, arretrato e dal perimetro più piccolo rispetto all’attuale stabile ex-Jelmoli. Ma se non lo vogliamo (e io non la voglio una torre) non si farà, ma non per questo butto via una pianificazione che permette di realizzare una nuova Piazza, più grande dell’attuale, pedonale, che sarà definita nella forma e nei contenuti con dei progetti futuri. Che piazza è senza un perimetro ben definito? Vogliamo sullo sfondo quell’obbrobrio di palazzina che ci ritroviamo? Vogliamo uno squarcio enorme in mezzo al nucleo? Questo enorme vuoto lo considero fuori dal contesto storico e culturale del nostro Borgo! Sento dire che siccome ci sono casi di “abusi” edilizi e indici sfruttati al massimo sul nostro territorio, la stessa cosa capiterà anche in Piazza del Ponte. Ma sappiamo tutti che non è possibile, nessun privato può metter mano su quel comparto, solo un progetto del Municipio votato dal legislativo potrà essere proposto alla cittadinanza, che se poi si troverà insoddisfatta potrà esigere il ricorso alle urne! Sento però anche dire, da gente preoccupata dal futuro del nucleo, che ci vorrebbero dei negozietti, una caffetteria, qualcosa che attiri e permetta alla gente di sostare in piazza, inseriti in un’edificazione contenuta e arretrata, rispettosa del contesto del nucleo storico.

Respingere la pianificazione vuol dire respingere anche questa opportunità! Votiamo SÌ al referendum per poter permettere di progettare la nuova Piazza del Ponte. La nostra piazza!

 

Paolo Danielli
Consigliere comunale

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