Piazza del Ponte

Nel corso dei 16 anni in cui ho avuto il privilegio di guidare il Dicastero Costruzioni, la Commissione del Nucleo Storico quella edilizia mi sono sempre imposto di affrontare l’analisi di ogni singolo progetto secondo dei criteri oggettivi quali il rispetto delle leggi, l’inserimento armonico nel paesaggio, i valori storico-culturali, facendo astrazione, non senza fatica, dai miei personali gusti estetici. Un’autorità che decide le sorti di un terreno privato non deve infatti da un lato imporre al singolo cittadino, e di riflesso alla Comunità, il suo concetto di bello o brutto, e dall’altro non può avere la presunzione di rappresentare i gusti estetici della popolazione del Comune; credo infatti che le valutazioni del bello e del brutto debbano essere confinate a casa propria, nel cui contesto vige appunto il principio della massima libertà individuale. Per questo motivo mi è capitato di preavvisare positivamente dei progetti, che personalmente non mi piacevano, ma rispettavano tutti quei criteri oggettivi di cui ho detto sopra e, non da ultimo, piacevano ai proprietari dei terreni in oggetto.

Ho seguito l’annoso tema della riqualifica di Piazza del Ponte dal tavolo di Municipio ed ora, da semplice cittadino, non posso non lasciarmi coinvolgere dalle discussioni che ruotano attorno al prossimo referendum contro la variante di piano regolatore recentemente approvata dal Consiglio Comunale.

Questo mio intervento non vuole però essere di propaganda in favore della soluzione adottata dal Municipio e dal Consiglio Comunale, che mi sento di appoggiare, bensì intende limitarsi ad invitare i cittadini di Mendrisio, che si recheranno alle urne il prossimo 25 settembre, ad esprimere il proprio voto facendo astrazione in modo responsabile da concetti meramente estetici – anche perché la variante di PR riguarda il mantenimento delle potenzialità edificatorie della piazza e non un preciso progetto architettonico -, tenendo invece conto dei valori storici, culturali e paesaggistici da applicare in favore e nel rispetto delle generazioni che ci seguiranno nel tempo, consapevoli del fatto che la somma di tutti i voti deciderà in modo duraturo il destino di un importante spazio del nostro Comune (casa di tutti i cittadini di Mendrisio). Non si tratta di scegliere con un semplice “like” uno dei tanti progetti che si sono succeduti nei decenni su Piazza del Ponte, bensì di permettere alle prossime generazioni di avere la medesima nostra opportunità di produrre, se necessario, in uno spirito di assoluta democrazia, altrettanti nuovi progetti, come fatto con sapiente lungimiranza dai nostri antenati nel rispetto dei valori testé evocati. L’abolizione delle capacità edificatorie del sedime, come auspicato dai referendisti, equivale invece ad una mutilazione netta ed irrecuperabile di questo esercizio democratico, siccome perderemo per sempre il diritto di discutere del futuro di questo comparto.

 

Matteo Rossi
Municipale di Mendrisio dal 2000 al 2016

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